Le vicende che interessano la statua equestre del Costantino per la basilica di San Pietro permettono di comprendere meglio cosa intendesse dire Gian Lorenzo Bernini quando parla di tradimento della scultura.
Le vicende che interessano la statua equestre del Costantino per la basilica di San Pietro permettono di comprendere meglio cosa intendesse dire Gian Lorenzo Bernini quando parla di tradimento della scultura.
Ogni volta che si passeggia per le vie di Roma non si può fare a meno di scoprire qualcosa di nuovo e stimolante.

Inoltrandomi per via del Governo Vecchio, proprio dietro Piazza Navona, mi è capitato di passare davanti a una galleria d’arte (ma che novità!) dov’era in corso un’esposizione molto interessante. Perciò non ho potuto fare a meno di entrare. Mi guardo intorno e subito il mio sguardo viene richiamato da un quadro, infondo a sinistra, molto familiare. Eh già, si tratta proprio di Mario Schifano!
“Nella nostra società le emozioni in generale vengono scoraggiate. Benché senza dubbio il pensiero creativo, come ogni altra attività creativa, sia inseparabilmente legato alle emozioni, è diventato un ideale pensare e vivere senza emozioni. Essere emotivo è diventato sinonimo di instabile e squilibrato.”
Eric Fromm

Le arti terapie stanno diventando ormai una realtà diffusa. Sono forse la risposta a una società che ha fatto del marketing la legge universale? Una legge che ha congelato le emozioni. Dov’e finito l’uomo e la sua coscienza? La terapia artistica può aiutarci a non perdere la nostra parte umana e il contatto con noi stessi.

L’8 luglio 2016, per la prima, volta due famosi stilisti italiani hanno scelto una location piuttosto atipica come passerella per le loro creazioni: il centro di Napoli. Ed è così che si è parlato di una Napoli alquanto diversa, che si dedica all’Houte Couture grazie ai due stilisti Stefano Gabbana e Domenico Dolce, accompagnati dalla loro musa ispiratrice, Sophia Loren!
“Chiunque tu sia, o viandante, cittadino, provinciale o straniero, entra e devotamente rendi omaggio alla prodigiosa antica opera: il tempio gentilizio consacrato da tempo alla Vergine e maestosamente amplificato dall’ardente principe di Sansevero don Raimondo di Sangro per la gloria degli avi e per conservare all’immortalità le sue ceneri e quelle dei suoi nell’anno 1767. Osserva con occhi attenti e con venerazione le urne degli eroi onesti di gloria e contempla con meraviglia il pregevole ossequio all’opera divina e i sepolcri dei defunti, e quando avrai reso gli onori dovuti profondamente rifletti e allontanati”
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