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“Sua maestà” Etna, spettacolo della natura ma non solo

“Etna 1669 – Storie di lava”
Fino al 13 Febbraio la mostra, a Catania, che racconta la sua storia attraverso le incisioni e i disegni di numerosi artisti che nel 1669 videro l’evento catastrofico.


L’Etna, Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, ma soprattutto patrimonio di chi abita il territorio in cui si trova: la Sicilia. “A Muntagna”, così viene chiamata l’Etna dai siciliani. Si erge in tutto il suo splendore in circa 3.357 metri di altezza, dominando la parte orientale dell’isola ed essendo parte di un’importante area naturalistica: il Parco dell’Etna.

Esso è costituito dal vulcano e dalle aree che lo circondano; boschi, sentieri e panorami unici sono i protagonisti di quest’area. A valorizzare ulteriormente questo parco, contribuiscono i prodotti tipici del territorio e i centri storici dei 20 comuni che circondano l’Etna, fulcro di questo territorio.

Vulcano_Etna_sicilia_storia

L’Etna è uno dei vulcani più attivi al mondo e grazie alle frequenti eruzioni, nel corso dei secoli, la sua altezza si è elevata sempre più. Tale è il suo dominio sull’area orientale dell’isola che con la sua attività eruttiva è riuscita gradualmente a modificare morfologicamente l’intero territorio circostante.

Particolarmente nota è l’eruzione del 1669, la cui intensità permise alla colata lavica di raggiungere persino Catania, importante centro costiero nonché odierno capoluogo di provincia. La conformazione morfologica attuale della città, infatti, si deve proprio a quell’eruzione.

Etna 1669 – Storie di lava


Proprio a Catania, in questi mesi, è stata allestita la mostra “Etna 1669-Storie di lava”, visitabile fino al 13 febbraio presso il Palazzo dell’Università ubicato in Piazza Università.

Etna_1669_storie_di_lava_mostra_catania

La mostra è stata ideata per ricordare a distanza di 350 anni circa, la grande “ruina”. Durante questo catastrofico evento, interi paesi furono distrutti e sepolti sotto la lava. L’importanza di questo avvenimento fu tale da catturare l’attenzione di numerosi artisti che ne realizzarono magnifici disegni e incisioni ammirabili presso questa esposizione temporanea.

Etna_1669-storie_di_lava_mostra_catania_2022


Numerose sono le storie mitologiche che hanno l’Etna come protagonista.
Nella mitologia greca, Etna è figlia di Urano (Dio del cielo) e Gea (Dea della terra), costituendo dunque il frutto dell’unione tra cielo e terra. La medesima tradizione, narra anche che la fucina di Efesto, fabbro degli Dei nonché Dio del fuoco, fosse collocata nelle viscere dell’Etna.

Un’altra storia tramandata è quella del Dio Eolo (Re dei venti), pare che egli avesse imprigionato i venti sotto le caverne del vulcano, questa infatti sarebbe la causa delle colonne di fumo che fuoriescono dai suoi numerosi crateri.


Diffusa è la storia secondo cui il gigante Encelado, ribellatosi agli Dei, venne sepolto sotto un grande cumulo di terra. Sembrerebbe che il gigante si sia appiattito diventando l’isola e che la sua bocca sia posta proprio in corrispondenza dell’Etna, sputando fuoco ad ogni grido. La mitologia
greca vuole anche che il Tartaro, ovvero il mondo dei morti, si trovi proprio sotto questo vulcano.


Nota è la storia di Persefone, figlia di Demetra (Dea della terra coltivata). Si narra che la fanciulla sia stata rapita da Ade (Re degli inferi) mentre era intenta a raccogliere fiori su un prato fiorito ubicato alle pendici del vulcano. È proprio da questo mito che hanno origine le stagioni. Quando
Persefone sarebbe stata sulla terra con la madre, la terra stessa avrebbe esultato della sua presenza e la vegetazione sarebbe stata più viva che mai: si ebbero la primavera e l’estate.
Quando invece Persefone sarebbe stata negli inferi, legata al suo triste ruolo di regina dell’oltretomba, la felicità e il sorriso avrebbero abbandonato Demetra. La sua tristezza si sarebbe riverberata così sulla terra, originando l’autunno e l’inverno.


L’Etna, tuttavia, è stupenda in ogni stagione. Autunno e inverno la ricoprono di un manto bianco di neve soffice che la rende elegante, primavera ed estate invece tolgono il manto bianco per restituirle
quello splendido colore marrone-rossastro tipico della sua terra.
Ad impreziosirla ancor di più, rocce laviche di un grigio intenso e nera cenere che “Sua maestà” espelle dalle sue numerose bocche.
Incornicia il tutto, la sua splendida vegetazione dai mille colori.

Articolo di Mary Bua
Etna_eruzione

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