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Storia dell'arte contemporanea

Mario Schifano e la Scuola di Piazza del Popolo

Impossibile vivere a Roma e non sapere chi è stato Mario Schifano. Insieme a lui in mostra ci sono anche opere di Tano Festa, Giosetta Fioroni, Franco Angelo e Renato Mambor e altri ancora.

Ogni volta che si passeggia per le vie di Roma non si può fare a meno di scoprire qualcosa di nuovo e stimolante.

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Inoltrandomi per via del Governo Vecchio, proprio dietro Piazza Navona, mi è capitato di passare davanti a una galleria d’arte (ma che novità!) dov’era in corso un’esposizione molto interessante. Perciò non ho potuto fare a meno di entrare. Mi guardo intorno e subito il mio sguardo viene richiamato da un quadro, infondo a sinistra, molto familiare. Eh già, si tratta proprio di Mario Schifano!


Impossibile vivere a Roma e non sapere chi è stato Mario Schifano. Insieme a lui in mostra ci sono anche opere di Tano Festa, Giosetta Fioroni, Franco Angelo e Renato Mambor e altri ancora.

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Renato Mambor, Giosetta Fioroni, Sergio Lombardo, Cesare Tacchi, Jannis Kounellis, Umberto Bignardi, Tano Festa (Scuola di Pazza del Popolo)

Sono loro gli artisti romani o d’adozione che si riunivano nel loro luogo preferito, il caffè Rosati di Roma, ritrovo di artisti e letterari, tanto che sono stati identificati come la “Scuola di Piazza del Popolo”(dal nome della piazza romana dove artisti, intellettuali e letterati erano soliti incontrarsi attorno ai tavoli dello storico Caffè Rosati o nella sede della galleria La Tartaruga all’epoca in via del Babuino  di proprietà del gallerista e mercante d’arte Plinio de Martiis) .

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Bar Rosati presso Piazza del Popolo (Roma)

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Ingresso della Galleria La Tartaruga oggi, in via Sistina (Roma)

Anche se chiamarla scuola non è proprio il termine esatto, in realtà non fu nè scuola nè movimento, ma un gruppo di amici intenzionati a confrontarsi con i nuovi stimoli offerti dal rinnovato clima italiano del dopoguerra italiano, a cui erano da aggiungersi le nuove forme d’arte che provenivano dall’America o dalla Francia. Sono spesso assimilati agli artisti pop d’oltreoceano per la loro cultura mass-mediale, per aver fatto confluire nell’arte nuove discipline come il cinema, la fotografia o il teatro, pur differenziandosi tra li loro per una propria interpretazione personale ed innovativa.

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Giosetta Fioroni con Gian Tomaso Liverani, Mario Schifano e Tano Festa alla Biennale di Venezia del 1964

Mario Schifano è senza dubbio lo sperimentatore più agile; cinema, fotografia e pittura diventano per lui unico mezzo espressivo, un mezzo per rappresentare un arte mobile in grado di catturare l’infinito flusso di immagini offerto dall’attualità. Ed in mezzo alla frenetica vita di tutti i giorni l’artista offre un momento di pausa grazie al ricordo dei palmeti o nell’Oasi della sua infanzia libica, che trasforma però in un sogno al neon, brillante e attraente come un manifesto pubblicitario.

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Mario Schifano, Particolare di Oasi 1973-1978, Smalto e spray su tela

Riconosciamo in quest’opera dei simboli iconografici che ritroviamo spesso nelle sue opere come la palma, i cuori e le stelle.

In queste sei fotografie ritoccate con emulsione del 1990-1997, Mario Schifano elimina dall’immagine il carattere naturale, pittura o fotografia. La superficie fotografica diventa il luogo in cui si intrecciano l’occhio meccanico dell’obiettivo fotografico e la pulsione della mano che segna la foto con disegni e pitture. Egli cerca di fare con le polaroid quello che fa la pittura, ossia catturare gli attimi fuggenti della vita e imprimerli su un supporto (in questo caso una fotografia). Entra, così, nel ruolo di un artista multimediale che vive al passo della nuova vita telematica condizionata dai mass media, dalla cronaca quotidiana e dai variegati climi culturali, soprattutto quelli transnazionali.

E cosi opera la sua fotografia, che interagisce e sperimenta nuovi linguaggi con le diverse forme d’arte. I temi che ritroviamo nei suoi lavori sono quello della velocità, che cerca di passare in rassegna il campo visuale d’insieme su cui scorre l’occhio, e il congelamento che privilegia il dettaglio isolandolo isolandolo da tutto il resto.

Schifano, insieme ai sopracitati artisti, è stato il protagonista di un clima culturale romano degli anni Sessanta e Settanta, di quel clima di novità dove i loghi della Esso cominciavano a diffondersi nella città delle Sibille Michelangiolesche o le Lupe romane che si avvicinavano ai dollari americani, in un immaginario colto e allo stesso tempo spregiudicato.

Alcuni indirizzi utili:

• Bar RosatiPiazza del Popolo, 4/5a – 00187 Roma — Tel. 06. 3225859 / 06.3227378 — Fax. 06.32.21.583 info@ristoranterosati.net. Per maggiori informazioni consultare il sito web http://www.barrosati.com/ .

Galleria La TartarugaVia Sistina n.85/A. L’ingresso è libero. La Galleria rimane chiusa il Lunedì  mattina, la Domenica ed i giorni Festivi.

Orario Invernale
Mattina. 10:00 – 13:00
Pomeriggio. 16:30 – 19:30

Orario Estivo
Mattina. 10:00 – 13:00
Pomeriggio. 17:00 – 20:00

Per maggiori informazioni visitate il sito web http://www.galleriadellatartaruga.com. 

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