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Storia dell'arte contemporanea

Arteterapia: l’arte come rimedio

Le arti terapie stanno diventando ormai una realtà diffusa.
Sono forse la risposta a una società che ha fatto del marketing la legge universale? Una legge che ha congelato le emozioni. Dov’e finito l’uomo e la sua coscienza? La terapia artistica può aiutarci a non perdere la nostra parte umana e il contatto con noi stessi.

 “Nella nostra società le emozioni in generale vengono scoraggiate. Benché senza dubbio il pensiero creativo, come ogni altra attività creativa, sia inseparabilmente legato alle emozioni, è diventato un ideale pensare e vivere senza emozioni. Essere emotivo è diventato sinonimo di instabile e squilibrato.”

 Eric Fromm

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Le arti terapie stanno diventando ormai una realtà diffusa. Sono forse la risposta a una società che ha fatto del marketing la legge universale? Una legge che ha congelato le emozioni. Dov’e finito l’uomo e la sua coscienza? La terapia artistica può aiutarci a non perdere la nostra parte umana e il contatto con noi stessi.

Quando e dove possono essere applicate?

Si possono praticare negli ospedali, nei centri sociali, nelle residenze assistite per anziani, nelle organizzazioni per i diversamente abili, nelle scuole.Per farlo è necessario presentare dei corsi in linea all’ambiente in cui vengono applicati.

Non esiste un corso specifico che prepari a questa professione. Se si è in possesso di requisiti artistici è necessario avere un attitudine psicologica e comunicativa, questo permetterà all’artista o allo storico dell’arte di avere la possibilità di utilizzare le proprie conoscenze nel campo terapeutico, a contatto con i pazienti. L’arte infatti, può costruire canali di comunicazione alternativi grazie alla molteplicità di linguaggi che ha a disposizione, ovvero la pittura, scultura, musica, danza, lettura e scrittura. Questo perché le attività ludiche si avvalgono di immagini (archetipo) che stimolano il lato creativo di ogni individuo. Attraverso le immagini ogni individuo può esprimere quello che sente, dare spazio alle proprie emozioni. È scientificamente provato che tali linguaggi possono influenzare l’attività cognitiva, la capacità di ragionamento e di memoria.

Oggi la possibilità di sviluppare un servizio terapeutico mirato attraverso l’uso delle arti deve essere considerata un’attività possibile, almeno sperimentale. Ma prima bisogna diffondere la conoscenza di tale materia ai fini di rendere più chiaro ciò che effettivamente le arti terapie sono e cosa possono offrire. L’attività artistica deve essere supervisionata da un terapeuta che sostenga paziente, contenga le sue angosce, deve sapere quando e come intervenire per recuperare situazioni critiche.

Quali sono le tipologie di attività da svolgere durante la terapia?

Le attività da svolgere sono molteplici, possono comprendere la lavorazione di una materia che richiede principalmente un contatto tattile col materiale in lavorazione, sia esso scultoreo, cartaceo, organico, oppure all’uso dei colori attraverso la pittura. I mandala da colorare sono tra i più diffusi perché in grado di far ritrovare calma, equilibrio e pace e, in ultimo, aumentare la consapevolezza di sé. Sono dei disegni in bianco e nero pronti ad ricevere i colori con cui sceglieremo di decorarli. Possiamo colorare i mandala con i pastelli o con i pennarelli ma anche con le tempere o con i colori acrilici a seconda delle nostre capacità artistiche.

brushes on an artist´s palette - brushes on an artist´s palette

Quando e perché nascono le arti terapie?

Le prime forme di arte terapia nascono in ambito psichiatrico. I malati mentali per molti anni sono stati disumanamente isolati dalla vita sociale e costretti a subire numerose ingiustizie, dalla contenzione all’isolamento forzato. Col tempo si ottiene una conquista importante: il malato non sarà più isolato dalla società ma verrà inserito, seguenti determinate fasi, nell’ambiente circostante. L’aspetto interessante è che l’integrazione passa anche attraverso il disegno, le poesie, i suoni e movimenti, attività in grado di risvegliare l’interesse per il mondo esterno. Tali esperienze si praticavano negli atelier di pittura, di scultura e infine negli ospedali psichiatrici.

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Hieronymus Bosch dipinge tra il 1475 e il 1480 La cura della follia (Madrid, Prado)

Perché scegliere l’arte come terapia cognitiva?

Perché tutti noi, compreso il malato mentale, comunichiamo attraverso il linguaggio delle arti che fanno da tramite tra il mondo esterno e il nostro inconscio, acquistando una funzione salvifica.

La realtà deformata e frammentata, quindi, viene ricomposta attraverso l’arte.

“La bellezza salverà il mondo”, ci dice Dostoevskij.

Proprio lui che davanti alla Madonna Sistina di Raffaello rimaneva in contemplazione rapito da quella splendida figura ormai diventata la sua salvezza. Perché è così che deve essere: la bellezza salverà il mondo, e lo farà cominciando da noi stessi.

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