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Storia dell'arte contemporanea

La Tutela dei beni culturali

La Tutela dei beni culturali รจ un argomento estremamente importante in quanto alla base della Conservazione e della Valorizzazione del nostro patrimonio culturale.

La Tutela dei beni culturali รจ un argomento estremamente importante in quanto alla base della Conservazione e della Valorizzazione del nostro patrimonio culturale. Non si puรฒ parlare di valorizzazione, di fruizione di beni culturali se non cโ€™รจ unโ€™attivitร  di tutela del bene alla base. Il concetto di Tutela dei beni culturali lo troviamo espresso nel Codice dei beni culturali e del paesaggio Dlgs. 24/2004, anche noto come Codice Urbani. Dal nome di Giuliano Urbani, ex ministro dei beni culturali durante il governo Berlusconi negli anni dal 1994 al 1995.

Per capire meglio cosa si intenda per tutela dobbiamo fare un viaggio nella legislazione dei beni culturali perchรฉ รจ lรฌ che troviamo le fondamenta della Tutela.

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La tutela prima della Costituzione italiana

Prima dellโ€™arrivo della Costituzione italiana vigevano le regole del Regno dโ€™Italia durante il quale vennero attivate delle procedure di tutela del patrimonio culturale. Allโ€™epoca non era ancora nato il termine di bene culturale ma si parlava di opere dโ€™arte di particolare valore estetico. Perciรฒ lโ€™importanza del bene e ciรฒ che si doveva tutelare era essenzialmente il suo valore estetico. Con la legge 27 luglio 1907, n. 386 viene istituito il Consiglio superiore delle antichitร  e belle arti e nel 1753 venne istituita la Direzione generale per le antichitร  e belle arti, all’interno del ministero della Pubblica istruzione. Infatti, prima della nascita del Ministero della Cultura (ex Ministero dei Beni culturali) il patrimonio culturale era sotto controllo del Ministero dellโ€™istruzione.

Solo nel 1975 con la nascita del Ministero dei beni culturali la Direzione generale delle antichitร  e belle arti e la Direzione generale accademie, biblioteche e diffusione della cultura passarono dalla Pubblica istruzione al nuovo ministero. Contemporaneamente a queste vicende nasce anche il concetto di bene culturale, riconosciuto come tale non per il suo valore estetico ma perchรฉ quelle cose hanno un valore storico, quali libri, documenti, oggetti dโ€™uso comune, vestiti, strumenti scientifici, etc.

La tutela dei beni culturali nella Costituzione italiana

Come ogni qualsiasi testo normativo, anche il Codice dei Beni culturali e del paesaggio prende spunto da un paio di articoli provenienti dalla Costituzione. Giร  la Costituzione italiana allโ€™art. 9 ci parla di Tutela dei beni culturali affermando che:

โ€œLa Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione”.

Questo articolo รจ inserito nei primi 10 articoli che costituiscono i principi fondamentali della Costituzione italiana, promulgata nel 1946. Per la prima volta qui compare il termine di Tutela. Lโ€™art.9 della Costituzione รจ citato nel primo articolo del Codice dei beni culturali, al comma 1, dove si fa presente anche che la tutela del patrimonio storico e artistico della nazione รจ attuato anche secondo lโ€™art. 117 della Costituzione.

Lโ€™art. 117 della Costituzione alla lettera s) ci dice che lo Stato ha potestร  legislativa esclusiva nella tutela dei beni culturali. Ciรฒ significa che solo lo Stato puรฒ emanare leggi e decidere in materia di tutela. Non puรฒ farlo nรฉ la regione, nรฉ la provincia e nemmeno il comune o addirittura un privato. Invece le Regioni possono intervenire in materia legislativa insieme allo Stato per tutto ciรฒ che riguarda la โ€œvalorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e organizzazione di attivitร  culturaliโ€.

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La Tutela dei Beni Culturali nel Codice Urbani

Perchรฉ alla Tutela va data cosรฌ tanta importanza? La risposta a questa domanda la troviamo nellโ€™art. 1 comma 2 del Codice dei Beni culturali e del paesaggio secondo cui la Tutela, insieme alla valorizzazione dei patrimonio culturale:

โ€œConcorrono a preservare la memoria della comunitร  nazionale e del suo territorio e a promuovere lo sviluppo della cultura.โ€

Lโ€™art. 3 del Codice dei beni culturali รจ totalmente dedicato alla tutela. Riportiamo qui di seguito il primo dei due commi:

La tutela consiste nell’esercizio delle funzioni e nella disciplina delle attivitร  dirette, sulla base di un’adeguata attivitร  conoscitiva, ad individuare i beni costituenti il patrimonio culturale ed a garantirne la protezione e la conservazione per fini di pubblica fruizione.

Cosa vuol dire? Il comma ci spiega in cosa consiste la tutela e lo fa sostenendo che per tutela si intendono tutte quelle attivitร  che hanno come scopo lโ€™attivitร  conoscitiva, quindi il riconoscimento del bene culturale come tale. Come si compie tale riconoscimento? Attraverso un lavoro, prima di ricerca e di studio del bene culturale, e poi di catalogazione. Una volta che il bene viene riconosciuto, studiato e catalogato si puรฒ procedere alla sua protezione e conservazione.

Il riconoscimento dei beni culturali avviene attraverso alcuni passaggi importanti che sono stati inseriti nel codice dei beni culturali negli articoli 12, 13, 14, 15, 16 e 17.

Il bene culturale quando รจ pubblico, cioรจ appartenente allo Stato, puรฒ essere riconosciuto attraverso la verifica dellโ€™interesse culturale (art.12). In questo caso รจ il Ministero della cultura, rappresentante dello Stato, che avvia un processo di verifica del bene per:

โ€œLe cose immobili e mobili appartenenti allo Stato, alle regioni, agli altri enti pubblici territoriali, nonchรฉ ad ogni altro ente ed istituto pubblico e a persone giuridiche private senza fine di lucro, ivi compresi gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti, che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico. โ€œ

Le cose immobili e mobili a cui il codice fa riferimento sono tutte quelle โ€œcoseโ€ che appartengono allo Stato e ai suoi enti pubblici e che hanno un particolare interesse che perรฒ non รจ stato ancora confermato. Il bene infatti, sarร  considerato tale soltanto se la verifica lo stabilirร . Non solo, i beni culturali sottoposti a tale verifica devono essere di autore non piรน vivente e devono avere oltre 70 anni, come viene esplicato nellโ€™art. 12 durante la verifica dellโ€™interesse culturale.

Altro procedimento di riconoscimento dei beni culturali avviene attraverso la Dichiarazione dellโ€™interesse culturale esposta dallโ€™art. 13 allโ€™art. 16. Con la Dichiarazione di interesse culturale il Ministero riconosce come bene culturale un bene mobile e immobile appartenente a un privato.

Infine siamo arrivati allโ€™art.17 del Codice che parla della Catalogazione, altro aspetto importante ai fini della tutela del bene culturale. Lโ€™art.17 al comma 2 e 3 ci dice che:

2. Le procedure e le modalitร  di catalogazione sono stabilite con decreto ministeriale. A tal fine il Ministero, con il concorso delle regioni, individua e definisce metodologie comuni di raccolta, scambio, accesso ed elaborazione dei dati a livello nazionale e di integrazione in rete delle banche dati dello Stato, delle regioni e degli altri enti pubblici territoriali.

3. Il Ministero e le regioni, anche con la collaborazione delle universitร , concorrono alla definizione di programmi concernenti studi ricerche ed iniziative scientifiche in tema di metodologie di catalogazione e inventariazione

Una volta catalogato il bene culturale il processo di riconoscimento รจ concluso ed il bene รจ pronto per essere tutelato. Lโ€™attivitร  di tutela si concretizza attraverso un successivo lavoro di Conservazione

La Conservazione รจ un altro passaggio importante durante lโ€™attivitร  di tutela del bene culturale. Innanzitutto la Conservazione รจ unโ€™attivitร  che viene gestita non solo dallo Stato ma anche dalle Regioni, cittร  metropolitane e province come afferma lโ€™art. 1 comma 3 del Codice. Laddove il bene culturale si presentasse nelle mani di un soggetto privato, รจ compito del privato occuparsi della sua Conservazione. Sarร  poi lo Stato a vigilare sulla sua attivitร  attraverso delle misure di Conservazione che lo Stato impone ai privati secondo gli articoli che vanno dal 18 al 52.

La Conservazione รจ ogni attivitร  svolta con lo scopo di mantenere lโ€™integritร , lโ€™identitร  e lโ€™efficienza funzionale di un bene culturale, in maniera coerente, programmata e coordinata. Secondo lโ€™articolo 29 del Codice:

1. La conservazione del patrimonio culturale รจ assicurata mediante una coerente, coordinata e programmata attivitร  di studio, prevenzione, manutenzione e restauro.

2. Per prevenzione si intende il complesso delle attivitร  idonee a limitare le situazioni di rischio connesse al bene culturale nel suo contesto.

3. Per manutenzione si intende il complesso delle attivitร  e degli interventi destinati al controllo delle condizioni del bene culturale e al mantenimento dell’integritร , dell’efficienza funzionale e dell’identitร  del bene e delle sue parti.

4. Per restauro si intende l’intervento diretto sul bene attraverso un complesso di operazioni finalizzate all’integritร  materiale ed al recupero del bene medesimo, alla protezione ed alla trasmissione dei suoi valori culturali. Nel caso di beni immobili situati nelle zone dichiarate a rischio sismico in base alla normativa vigente, il restauro comprende l’intervento di miglioramento strutturale.

Lโ€™articolo spiega molto bene le attivitร  principali che sono alla base della Tutela.

Si capisce in ultima analisi quanto la Tutela sia unโ€™attivitร  complessa frutto di una serie di passaggi. Difendere fisicamente i beni culturali รจ certamente il primo passo. Promuovere la cultura vuol dire svolgere unโ€™attivitร  di Tutela per poi diffondere la conoscenza del nostro stesso patrimonio culturale, in linea con ciรฒ che recita l’articolo 9 della nostra Costituzione. Proteggere il bene culturale significa tutelarlo e conservarlo, dando modo alle generazioni future di poterne fruire.

Scritto dalla Redazione

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