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Storia dell'arte moderna

Il Rinascimento nella storia dell’arte

Che cos’è il Rinascimento nella storia dell’arte? Ripercorriamo insieme i punti fondamentali del periodo artistico che caratterizzò l’Italia a partire dal Cinquecento.

Che cos’è il Rinascimento nella storia dell’arte? Ripercorriamo insieme i punti fondamentali del periodo artistico che caratterizzò l’Italia a partire dal Cinquecento.

Storia del Rinascimento italiano

Il Rinascimento è un periodo storico artistico che inizia negli ultimi vent’anni del XV secolo sino al primo quarto del XVI secolo. Come dice anche la parola si tratta di una rinascita che investe, dal punto di vista artistico, tutte le arti quindi pittura, scultura e architettura. Esso si sviluppa nelle corti, che diventano il luogo per eccellenza dello scambio e della produzione culturale, grazie anche al ruolo mecenatesco di principi e signori che, con un’abile politica culturale, sfruttano l’ospitalità garantita a poeti e scrittori per garantirsi prestigio e fama.

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Pensiamo alla Milano degli Sforza, la Firenze dei Medici, la Ferrara degli Este. Gli artisti si spostavano spesso da una corte all’altra.

Rinascimento e Umanesimo

L’idea fondamentale della cultura rinascimentale è quella in comune con l’Umanesimo, ovvero la rivalutazione dell’uomo e della sua esperienza terrena alla luce della fiducia nelle sue capacità e nelle sue virtù. L’uomo rinascimentale si pone al centro del mondo, in armonico rapporto con la realtà circostante, che egli può comprendere e dominare con il giusto uso della ragione, delle conoscenze scientifiche e del sapere della tradizione e degli antichi. Il progresso scientifico porta anche alla scoperta ed esplorazione di nuove aree geografiche a partire dalla scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo nel 1492. Si scardina così l’idea medievale di un cosmo ordinato dalla volontà divina con al centro la Terra, come raffigurato nel sistema tolemaico: l’uomo diviene così una parte dell’universo, che agisce ed influisce sulla natura, ma ne è anche condizionato. È l’astronomo polacco Niccolò Copernico(1473-1543) a formulare per primo la teoria eliocentrica, cui si ispirerà Galileo Galilei (1564-1642).

Giorgio Vasari e il concetto di rinascita

Il primo a parlare di “Rinascita” è Giorgio Vasari, che fu in un certo senso il primo storico dell’arte. E’ famoso per aver scritto la prima biografia degli artisti.

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Ritratto di Giorgio Vasari

Tre caratteristiche principali dello stile rinascimentale:

1. Formulazione delle regole della prospettiva lineare centrica, che organizzava lo spazio unitariamente. La prospettiva è uno dei sistemi per rappresentare su una superficie uno spazio tridimensionale e la posizione reciproca degli oggetti in esso contenuti. Fu Filippo Brunelleschi ha sviluppare un metodo matematico-geometrico e misurabile per comporre lo spazio illusorio secondo la prospettiva lineare centrica.

2. Attenzione all’uomo come individuo, sia nella fisionomia e anatomia che nella rappresentazione delle emozioni.

3. Ripudio degli elementi decorativi e ritorno all’essenzialità.

Un opera per essere rinascimentale deve avere tutte e tre le caratteristiche, non basta la presenza di uno solo di questi elementi, poiché il Rinascimento fu un nuovo modo di raffigurare il mondo nella sua interezza.

Il nuovo ruolo del paesaggio

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Durante il Rinascimento, l’occhio umano ha imparato a conoscere gli spazi umani e cosmici e le loro leggi riscoprendone la struttura prospettica. Concepisce il paesaggio come scenario di azioni umane, e, anche quando lo conserva come sfondo di una raffigurazione sacra, lo vagheggia con lo stesso amore e la stessa devozione.

Autonomia delle arti

Ed ecco che nel Rinascimento le forme d’arte che prima rientravano nella cornice delle cattedrali in cui trovavano il loro luogo naturale, ora si affermano in piena autonomia per dichiarare la dignità del lavoro umano. Inoltre pittori e scultori che studiano anatomicamente il corpo umano vedono in esso ordine e bellezza.

Riscoperta dell’antico

L’arte del Rinascimento vede lo studio e la riscoperta dei modelli antichi, sia in architettura che in scultura. Vengono riscoperti e riutilizzati elementi architettonici dell’arte classica, e lo studio architettonico si concentra prevalentemente sull’organizzazione armonica dei volumi, degli spazi, della luce all’interno dell’edificio. Gli artisti del Rinascimento consideravano un obbligo andare a Roma almeno una volta.

Misuravano gli edifici e disegnavano le sculture che vedevano, tornati a Firenze li mostravano a chi non poteva andare a Roma cosi che li potesse studiare. L’architettura diventa armonia, proporzione, simmetria, e riflette la nuova dimensione armonica e sinergica che l’uomo ha trovato nel rapporto con la natura e con Dio, un rapporto ormai non più caratterizzato dal timore medievale (che veniva tradotto in architettura nella vertiginosa altezza della chiesa gotica, che faceva sentire il fedele che vi entrava piccolo di fronte all’immensità dell’Onnipotente).

I centri del Rinascimento

La prima fase dell’arte rinascimentale è incentrata a Firenze, città che diventa uno dei centri mondiali di diffusione ed elaborazione della nuova cultura umanistico-rinascimentale.

In seguito, a partire dal primo Cinquecento, Roma, capitale della controriforma, diventerà il centro indiscusso dell’arte, che acquisirà un linguaggio maturo grazie particolarmente a Michelangelo e Raffaello, che avviano il manierismo con la ricerca di un canone perfetto, che diventi modello da riprodurre (la Pietà Vaticana di Michelangelo può essere vista, in questo senso, come conclusione di questo percorso artistico).

Nell’Italia settentrionale la frammentazione politica e la presenza di numerose corti, intente a primeggiare le une sulle altre anche in campo artistico, sarà uno sprone per la promozione dell’arte, in Toscana, Lombardia, Emilia e nel Veneto.

Architettura Rinascimentale

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Parliamo ora di architettura rinascimentale. Le principali caratteristiche dell’architettura rinascimentale furono la ripresa degli ordini classici, l’uso di forme geometriche elementari per la definizione delle piante, la ricerca di articolazioni ortogonali e simmetriche, nonché l’impiego della proporzione armonica nelle singole parti dell’edificio. Fu privilegiato l’impiego di volte a vela su pianta quadrata (ad esempio nello Spedale degli Innocenti) e di volte a botte (come nella copertura della basilica di Sant’Andrea a Mantova di Leon Battista Alberti), senza l’uso dei costoloni e dei contrafforti gotici.

La grande conquista del Rinascimento, rispetto al passato, è stata quella di aver creato negli spazi interni quello che i greci antichi avevano realizzato per l’esterno dei loro templi, cioè degli ambienti regolati da leggi geometriche percepibili e facilmente misurabili dall’osservatore. In questo ebbe certamente un peso determinante anche lo studio della prospettiva da parte di Filippo Brunelleschi.

Vennero creati numerosi palazzi rinascimentali, caratterizzati dalla presenza del cortile interno al centro dell’edificio. Il cortile aveva delle piccole aperture al piano terreno e finestre regolari, di dimensioni più ampie, nei registri superiori. Tutto intorno c’era il complesso edilizio, la cui facciata esterna era in bugnato al piano terra e in alto scansionata con ordini in rilievo. Un caso particolare è rappresentato dai palazzi veneziani, la cui costruzione fu condizionata innanzitutto dalla scarsa superficie dei lotti a disposizione. Ciò determinò la formazione di edifici a blocco unico, privi di un cortile centrale aperto.

Ripercorriamo insieme i concetti chiave dell’architettura rinascimentale

L’ORDINE ARCHITETTONICO: insieme di regole proporzionali che legano fra loro tutte le parti dell’edificio.

FACCIATA DELLE CHIESE: nel tipico prospetto delle chiese rinascimentali vi è una navata centrale alta e stretta e un sistema di due piani di ordini raccordati da due grandi volute.

L’IDEALE DELLA SIMMETRIA ASSOLUTA: l’edificio ideale è quello simmetrico.

LA CUPOLA: elemento dominante di quasi tutte le chiese rinascimentali. L’ispirazione è romana. Tipici sono i costoloni e i semiarchi in pietra che dividono i vari spicchi della costruzione.

LA VILLA: ricompare questa tipologia di edificio sparito dalla caduta dell’Impero Romano.

LA ROCCA: le torri tonde sono sempre più basse per resistere ai colpi di cannone

LE TENDENZE DECORATIVE: essendo uno stile razionale il Rinascimento non ha tante decorazioni, di solito vediamo applicato un solo motivo (rivestimenti in pietre sagomate).

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