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Arte nel mondo

L’arte aborigena australiana

Che cosa sai dell’arte aborigena australiana? L’arte australiana è una delle più antiche tradizioni artistiche del mondo, risalente ad almeno 40 mila anni fa.

 

L’arte australiana è una delle più antiche tradizioni artistiche del mondo, risalente ad almeno 40 mila anni fa. Ma cosa si intende per arte aborigena australiana?

Le origini dell’arte aborigena australiana

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Il termine aborigeno si associa all’arte australiana e ha origini classiche: ab origine, significa “sin dalle origini”, ed era utilizzato inizialmente per indicare i popoli dell’Italia centrale, in seguito adoperato soprattutto nel mondo anglosassone per definire popolazioni autoctone. Oggi con tale termine si fa riferimento alle etnie, senza denominazione, che abitano l’Australia. Il termine è stato associato alle popolazioni indigene australiane dagli inglesi stessi, che durante gli anni della colonizzazione si impadronirono di queste aree.

Le prime forme di arte aborigena australiana sono presenti nel continente molto tempo prima dell’arrivo degli europei. Esistono, infatti, pitture rupestri risalenti al 18.000 a.C., dove le figure ritratte rappresentano lo spirito degli artisti rupestri.

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Come per molte popolazioni indigene, anche per gli aborigeni australiani la Terra ha un forte legame col passato, influenza la loro vita quotidiana e la loro struttura sociale. Il forte legame con la Terra, nella cultura aborigena australiana, ha un termine preciso: si chiama Dreamtime, che tradotto significa “il tempo del sogno”. Il Tempo del sogno contiene una serie di racconti mitici volti a spiegare le origine della cultura del popolo aborigeno (o dei popoli aborigeni) e l’origine del mondo. Essi credono che la terra e le genti siano state create dagli spiriti che, durante il loro passaggio sulla terra, hanno creato montagne, rocce, pozze d’acqua, e ogni altro oggetto presente in natura. Ancora oggi è possibile, per il popolo australiano, comunicare con i propri antenati attraverso la pratica di cerimonie, rituali e canti o raggiungendo uno stato tra sogno e veglia.

E chi meglio di loro può conoscere queste terre, dato che gli aborigeni popolano l’Australia da almeno 50 mila anni fino ad oggi. Sono stati i principali spettatori delle trasformazioni climatiche del continente, comprese le grandi fluttuazioni del livello del mare che hanno causato il distacco della Tasmania e della Nuova Guinea, e la conseguente configurazione dell’attuale Australia.

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Materiali utilizzati nell’arte aborigena australiana

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Per l’aborigeno australiano la pittura è una forma di scrittura e di comunicazione con il mondo esterno e con quello trascendentale degli spiriti. Il tutto in stretto legame col mondo naturale. Di fatto, come supporti pittorici, venivano quasi sempre impiegati materiali presenti in natura come acqua o saliva mescolate con ocra e altri coloranti minerali, sangue di canguro e resine. Per spargere il colore venivano usati strumenti di fortuna, come semplici pennelli, cioè bastoncini con estremità sfilacciate, o le dita.

Un’altra tecnica pittorica prevedeva di riempirsi la bocca di colore e spruzzarlo sulla superficie da dipingere. Altri strumenti pittorici potevano essere peli o piume, legati o incollati ad una impugnatura, o semplicemente le dita, usate per stendere la materia. Oltre a dipingersi il corpo, gli aborigeni dipingevano le pareti rocciose e la corteccia degli alberi (soprattutto dell’eucalipto melaleuca, nella zona di Arnhem). In alcune zone, e in particolare nella zona di Papunya, disegnavano direttamente sulla sabbia del deserto australiano.

Molto diffusa è la pittura su corteccia, ricavata dai tronchi di alberi possibilmente lisce e prive di nodi che in un secondo momento venivano ripulite. Una volta preparata la corteccia veniva dipinta e per fissare il colore veniva applicato un fissate, notoriamente conosciuto come succo di orchidea. La corteccia più utilizzata era della pianta di Eucalipto, che si distingue dalle altre cortecce per la maggiore flessibilità, tant’è che viene comunemente chiamato in Australia Gum tree (albero della gomma).

Gli aborigeni australiani non dipingevano solo su supporti trovati in natura, sappiamo che era molto diffusa la pittura rupestre. La pittura rupestre sono quelle pitture disegnate nelle grotte, o su muri o soffitti di pietra difficilmente raggiungibili che avevano un significato spirituale o religioso nella cultura locale.

Gli stili nell’arte aborigena australiana

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Nella pittura aborigena australiana esistono tre tipologie di stili, accomunati tutti dalla tendenza a realizzare figure stilizzate e geometriche dal grande valore simbolico. Gli stili meglio sono:

  • Pittura a raggi x

L’arte in stile “raggi x” prende il nome dal modo dettagliato di ritrarre la figura, di cui viene mostrato l’aspetto esterno della creatura ritratta, oltre agli organi e allo scheletro. Un’arte del genere presuppone una conoscenza profonda dell’anatomia. I soggetti rappresentati sono solitamente mammiferi, pesci, uccelli, dipinti secondo questo stile. Le pitture sono realizzate sulle rocce, e generano nell’osservatore un effetto di timore reverenziale.

  • Stencil

La tecnica dello stencil si basa sulla tecnica del ricalco. I soggetti raffigurati sono solitamente parte del corpo umano (le mani sono le più comuni), armi varie, piccoli animali e rettili. La pittura stencil era di solito di colore rosso o bianco; il significato di questi colori non è stato ancora chiarito.

  • La dot art

E’ “l’arte a punti” l’esempio più diffuso di pittura aborigena. In origine usata nei disegni sulla sabbia, poi, in un secondo momento, trasportata su tela è formata da complesse disposizioni geometriche di punti, grosso modo equidistanti, di diversi colori. Le immagini che possono essere espressi in questo linguaggio sono quelli fondamentali della cultura e della mitologia aborigena (per esempio “uomo”, “pozza”, “canguro”, “ciotola”, “bastone per scavare” e così via). I simboli utilizzati per rappresentare questi concetti possono considerarsi rappresentazioni estremamente stilizzate della forma dell’oggetto in questione (o di una sua orma sulla sabbia) tipicamente vista dall’alto.

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I simboli nell’arte aborigena australiana

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Come avrete già capito, l’arte aborigena è ricca di simboli di non facile interpretazione per noi europei. Ogni linea, forma o cambiamento di direzione possiede un particolare significato per l’artista e per coloro i quali fu originariamente dipinta. Per esempio, ricorrere a dei piccoli trattini con una linea dritta al centro indica l’orma di un canguro che si trascina la cosa. Un cerchio con molteplici U che lo circondano rappresenta simbolicamente un gruppo di uomini seduti attorno ad un fuoco.

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Quali sono le migliori forme di arte aborigena oggi?

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Il migliore esempio di arte aborigena australiana è senza dubbio quella che l’artista ha eseguito prima del contatto con l’uomo europeo. Le poche testimonianze rimaste sono oggi conservate nei musei e purtroppo non sono in ottimo stato di conservazione. Prima del contatto l’uomo europeo la creazione artista era eseguita per motivi didattici, a scopo rituale o per tramandare la propria tradizione. Visto la crescente richiesta nel mercato dell’arte è stata aumentata la creazione artistica, sempre più elaborata senza una piena conoscenza delle tradizioni. Si creano perciò prodotti che mancano di profondità, senso storico e di veridicità, ben lontani dalla originale pittura su corteccia evocatrici dei miti, iniziatori ed educatrici.

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