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Storia dell'arte moderna

Alla corte dei Borgia: fascino e mistero di Giulia la bella

La storia non è stata fatta solo da uomini ma anche da donne, e tra queste la nostra Giulia Farnese è sicuramente uno dei personaggi tra più affascinanti ed enigmatici della storia, oltre che vittima di veleni e complotti della Roma cristiana  nei primi anni del Cinquecento.

La storia non è stata fatta solo da uomini ma anche da donne, e tra queste la nostra Giulia Farnese è sicuramente uno dei personaggi tra più affascinanti ed enigmatici della storia, oltre che vittima di veleni e complotti della Roma cristiana  nei primi anni del Cinquecento.

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Il personaggio di Giulia Farnese

Il suo personaggio ha conquistato da sempre l’interesse di numerosi studiosi e non solo, anche scrittori, lettori e gente comune affascinati dalle tante storie misteriose che circolano sul suo conto. Impossibile dimenticare il volto seducente dell’attrice olandese Lotte Verbeek nelle vesti della dolce Giulia nella famosa serie televisiva I Borgia.

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L’attrice olandese Lotte Verbeek interpreta Giulia Farnese nella serie televisiva I Borgia

Il motivo principale di tanta ammirazione è sicuramente la sua doppia identità: nonostante fosse una bellissima donna, oggetto di desiderio di molti trascinava dietro di se maldicenze e invidie, chiacchiericci che sfatavano il mito della candida e bella Giulia.

Chi era Giulia Farnese

Giunse alla fama principalmente per la sua bellezza, che non sfioriva nemmeno col passare degli anni, ma che non porto sempre bene. Era nata nel 1474 in un paesino vicino al lago di Bolsena, nel viterbese, e fin da subito ebbe un educazione esemplare, come si adduceva ad una donna altolocata del tempo, fino al giorno del suo matrimonio avvenuto a Roma con Orsino Orsini nel 1489.

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Ricco di storia e leggende, ecco il borgo medievale di Capodimonte (Viterbo) dove nacque Giulia Farnese

L’incontro con i Borgia e il matrimonio

A Roma non incontrò solo il suo futuro marito ma anche l’allora cardinale Rodrigo Borgia (1432-1503), conosciuto soprattutto per la vendita di indulgenze per ricostruire la Basilica di San Pietro, col quale nacque una scandalosa relazione. Infatti oltre che per la sua bellezza, Giulia è ricordata anche per essere stata l’amante, non troppo nascosta, del papa Alessandro VI Borgia. L’incontro con Giulia fu un colpo di fulmine per l’allora cardinale 58 enne Rodrigo Borgia, che non doveva essere proprio il massimo della bellezza ma certamente lo era in quanto a potere, riuscendo in poco tempo a fare sua la fanciulla quindicenne.

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Rodrigo Borgia – Papa Alessandro VI

Non dobbiamo scandalizzarci di tale frequenza, questi legami scellerati erano tipici all’epoca perché portavano giovamento alle famiglie coinvolte, era infatti un modo di acquistare fama e prestigio per una famiglia non inserita del tutto nel rango nobiliare.

Con molta probabilità questa decisione avrebbe aiutato il fratello di Giulia, Alessandro Farnese, a diventare papa Paolo III qualche anno più tardi, nel 1540, tant’è che il popolino romano già prima che salisse al soglio papale non si risparmiò di additargli irrisori nomignoli come “cardinale della gonnella” e anche il suo cognome fu storpiato in “fregnese” invece di Farnese.

Per averla vicino a se Alessandro VI si assicurò che la fanciulla dimorassero nel palazzo di Santa Maria in portico, dove conobbe Lucrezia Borgia, figlia del papa, a cui era stata affidata e con la quale strinse una forte amicizia.

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Un bel disegno del XVIII secolo opera dei viaggiatori d’epoca. Il disegno fotografa la chiesa come doveva essere un secolo dopo il papato Borgia
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Ecco oggi come si presenta la Chiesa di Santa Maria in portico, nel rione Campitelli (compresa la fantasiosa disposizione delle auto!)

Le raffigurazioni di Giulia Farnese

Era la donna più bella della sua epoca eppure non esistono ad oggi dipinti che la raffigurino con certezza, probabilmente sono stati nascosti o camuffati per non risalire alla bella donna. Si potrebbe parlare di una sorta di damnatio memorie a cui Giulia sarebbe stata sottoposta per volere di Paolo III, nonché suo fratello. Non era infatti un bene, per il futuro pontefice, avere attorno a se immagini che raffigurassero la sorella di cui tanto si era parlato con maldicenza ed invidia.

Nonostante questo, alcuni studiosi ritengono le mirabili fattezze di Giulia la bella siano ritratte nella Trasfigurazione del Raffaello; il Vasari ritiene che il volto della Madonna dipinta dal Pinturicchio nella Sala dei santi dell’appartamento Borgia in Vaticano, quest’ultima la più credibile dato che la fonte è Vasari e perché l’appartamento era di Alessandro VI, a cui sicuramente non dispiaceva avere un’immagine della bella nel suo appartamento.

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Trasfigurazione, Raffaello, 1518-20, Pinacoteca Vaticana, Città del Vaticano

E’ altresì possibile che la donna possa esser stata ritratta nel volto della Dama con l’unicorno che Paolo III Farnese fece affrescare nella Sala del Perseo a Castel Sant’Angelo.

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Castel Sant’Angelo, Sala del Perseo

I tratti del volto sono raffrontabili con il quadro dipinto da Luca Longhi conservato anch’esso nelle stanze di Paolo III a Castel Sant’Angelo.

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Luca Longhi – La dama e l’unicorno (Ritratto di Giulia Farnese?)

Guardando meglio questo ritratto, non si può fare a meno di notare l’incredibile somiglianza con con la Vergine e unicorno che il Domenichino affrescò nel 1602 sopra la porta d’ingresso della splendida Galleria Caracci di Palazzo Farnese a Roma.

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A sinistra l’opera di Pierin del Vaga a Castel Sant’Angelo nella Sala del Perseo, mentre a destra c’è la Vergine e unicorno del Domenichino a Palazzo Farnese.

Il simbolo dell’unicorno

In quasi tutti i ritratti citati la giovane donna si fa ritrarre insieme all’unicorno, la cui presenza non è indubbiamente casuale. Sappiamo che l’unicorno assurge numerosi significati simbolici che variano nel corso della storia e a seconda della cultura con cui è entrato in contatto. E’ un animale che purtroppo appartiene al mondo fantastico e al leggendario, rappresentato solitamente da un cavallo dal bianco manto color perlaceo con un corno in mezzo alla fronte; ce lo dice anche il nome, dal latino unicornis ‘un solo corno’. Si diceva che il suo corno avesse poteri curativi speciali, in particolare curasse i veleni più potenti, per questo era molto ricercato. Nell’immaginario cristiano l’unica persona che può avvinarsi all’animale è una fanciulla vergine, per questo può simboleggiare anche lo Spirito Santo. La coppia vergine e unicorno assurgerà a celebrazione di verginità e di castità, attirato dall’odore della donna.

Prima certamente il giglio, poi a partire dal XV l’unicorno, furono le rappresentazioni araldiche per eccellenza della famiglia Farnese. Dunque anche Giulia scelse l’unicorno come simbolo della propria rappresentazione, tant’è che lo troviamo nel castello Orsini a Bassanello, di sua proprietà. L’unicorno è solitamente un animale magico e inavvicinabile, solo una giovane vergine può renderlo mansueto: forse lei, bella e adolescente, che riuscì ad ‘imbrigliare’ il potente papa Borgia.

Dove trovare Giulia  Farnese

Chissà in quale altro posto sarà ritratta la nostra bella Giulia. Recenti studi hanno rintracciato un immagine del suo volto nella Chiesa di Santa Pudenziana a Roma, nel quartiere che diede i natali a Giulio Cesare, la Suburra. Non distante c’è la via Urbana che porta dritto all’Esquilino dal quale si può godere di una splendida vista dal retro di Santa Maria Maggiore. E’ in questa zona che si trova la basilica di Santa Pudenziana, una tre le chiese di Roma più antiche realizzata nel 390 d.C., sui resti di santa Pudenziana e sua sorella Prassede (in vicus patricius).

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Ingresso della Basilica di Santa Pudenziana e Prassede

La vicenda è assai curiosa, si pensa che il ritratto della giovane sia all’interno del mosaico che decora l’abside dell’edificio. Sul finire del ‘500 il cardinale titolare Enrico Caetani, titolare della chiesa, ordinò venissero fatti dei lavori di ristrutturazione sulla volta in seguito a cedimenti. Parte del mosaico crollò, così venne fatto affrescare a finto mosaico con personaggi che dovevano rappresentare dei discepoli intorno a Cristo benedicente con una figura che doveva rappresentare santa Pudenziana alla quale era intitolata la chiesa.

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Basilica di Santa Pudenziana – Mosaico absidale – 390 d.C.

Ed è qui che ci si rende conto che tra i volti dei discepoli assomigliavano ai membri della famiglia Farnese. Tra loro papa Paolo III Farnese nella stessa postura del quadro di Tiziano, Pierluigi Farnese suo figlio ed accanto a lui quello che sembra essere il volto di una donna, probabilmente Giulia Farnese.

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Particolare del mosaico absidale restaurato per volere del Card. Caetani

La postura e il suo viso ricorda la donna affrescata a Castel Sant’Angelo nelle storie di Psiche. Enrico Caetanei era un loro lontano parente, ciò spiegherebbe la presenza di questi personaggi. Nemmeno sul luogo di sepoltura della donna si sa molto, alcuni pensano riposi sull’isola bisentina nel lago di Bolsena nella tomba della famiglia Farnese; secondo molti altri il suo corpo venne inumato nella Chiesa di San Girolamo della Carità a Roma, guarda caso a pochi passi dal Palazzo Farnese.

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Chiesa di San Gerolamo della Carità in un’incisione di Giuseppe Vasi del 1756

Questa infatti era la chiesa che lei vedeva dalla sua stanza, molto più vicina e familiare. Nonostante nel suo testamento lei espresse il desiderio di esser seppellita nella Chiesa di Santa Maria in Carbognano, esse non furono rispettate. Queste sue volontà testimoniano un aspetto significativo, quello di una donna emancipata che si è resa indipendente. Donando una somma di denaro alle donne del suo paese cerca di rendere indipendente anche le sue conterranee, per assicurarle un futuro sereno.

**Informazioni utili**

Se anche voi siete curiosi e volete saperne di più sulla storica figura di Giulia Farnese scrivete a frammentidarteblog@gmail.it e prenotate il vostro percorso nella Roma di papa Borgia. Ecco alcune delle tappe principali:

  • Castel Sant’Angelo. Abbiamo due ritratti di Giulia Farnese: nella Sala di Perseo e nel quadro di Luca Longhi ‘Dama con unicorno’. Il castello si trovi in Lungotevere castello, 50.

    Orario di apertura

    Tutti i giorni ore 9.00-19.30

    Chiuso 25 dicembre

    La biglietteria chiude 1 ora prima

Per maggiori informazioni scrivi a frammentidarteblog@gmail.it

  • Palazzo di Santa Maria in portico (oggi Chiesa di Santa Maria in portico in Campitelli). Residenza di Giulia Farnese. La chiesa si trova in Piazza Campitelli 9.

Orario di apertura

 Tutti i giorni  ore 7.00 – 19.00. Gli orari possono subire variazioni. Si consiglia di            contattare la Chiesa. Contattare il sito della Chiesa  www.santamariainportico.it .

Per maggiori informazioni scrivi a frammentidarteblog@gmail.it

  • Palazzo Farnese (Galleria Caracci). Vi si arriva da Campo dei Fiori. E’ il Palazzo acquistato da Alessandro, fratello di Giulia, nel 1495, e da lui fatto *ricostruire*. Oggi è sede dell’Ambasciata francese. Va ricordato anche per il famoso affresco di Domenichino ‘La dama con liocorno’. Il Palazzo oggi è sede dell’Ambasciata francese presso la Santa Sede ed è situato in  Piazza Farnese, 67. Per visitare la Galleria Caracci è obbligatorio prenotare la visita guidata. Le visite in italiano si svolgono il lunedì e il venerdì alle 17.00 e il mercoledì alle 15.00 e alle 16.00
    Gruppi: le domande di visita devono pervenire via e-mail 3 mesi prima della data richiesta. Per maggiori informazioni visitare il sito dell’Ambasciata www.ambafrance-it.org. Mentre per prenotare visite guidate è necessario visitare il sito www.inventerrome.com.

Per maggiori informazioni scrivi a frammentidarteblog@gmail.it

  • Basilica di San Pietro in Vaticano. Qui c’è il monumento funebre di Paolo III Farnese (1534-1549); dove il volto della Giustizia sembrerebbe essere quello della ‘diva Giulia’. La Basilica è a Piazza San Pietro, Città del Vaticano. Orario di aperturaDal 1 ottobre al 31 marzo
    Tutti i giorni ore 7.00-18.30
    Chiusa 1 e 6 gennaio

Dal 1 aprile al 30 settembre
Tutti i giorni ore 7.00-19.00

Si ricorda che l’ingresso è gratuito. Per maggiori informazioni scrivi a frammentidarteblog@gmail.it

  • Palazzi Vaticani (Appartamento Borgia). Sono le stanze in cui vissero Rodrigo e famiglia, con gli affreschi di Pinturicchio. Qui c’era lo scomodo ritratto della ‘Venere papale’ che Paolo III fece scomparire. Le stanze sono nei famosi Musei Vaticani  in Viale Vaticano, 100.

        Orario di apertura

Aperti da lunedì a sabato ore 9.00 – 18.00 (ultimo ingresso e chiusura biglietteria alle ore 16.00). Chiusi tutte le domeniche, ad eccezione dell’ultima domenica del mese (aperti ad ingresso gratuito ore 9.00 – 14.00; ultimo ingresso ore 12.30): 29 gennaio, 26 febbraio, 26 marzo, 30 aprile, 28 maggio, 25 giugno, 30 luglio, 27 agosto, 24 settembre, 29 ottobre, 26 novembre.

Aperture serali del venerdì
Dal 21 aprile al 27 ottobre 2017, ogni venerdì aperti anche la sera dalle ore 19.00 alle 23.00 (ultimo ingresso alle 21.30)

Per informazioni visita il sito www.museivaticani.va oppure scrivi a frammentidarteblog@gmail.it

  • Chiesa di San Girolamo alla Carità. Secondo alcuni studiosi Giulia Farnese dovrebbe essere seppellita in questa chiesa, nelle vicinanze della sua casa natale. La chiesa si trova in Via di Monserrato, 62/A nel rione Parione. Si raccomanda di informarsi per l’apertura della chiesa durante la settimana, telefonando al numero 06 6879786 oppure scrivi a frammentidarteblog@gmail.it. Altrimenti l’orario di apertura è tulle le domeniche dalle 10,00 alle 13,00 .
  • Basilica di Santa Pudenziana. Nel famoso catino absidale è possibili riconoscere il volto di Giulia Farnese nelle sembianze di Santa Pudeziana., La chiesa è in Via Urbana 160.

         Orario di apertura

Tutti i giorni dalle 8.30 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00.

Durante la celebrazione della Santa Messa non è possibile visitare la chiesa
Gli orari possono subire cambiamenti. Si suggerisce di verificare contattando la chiesa al numero 06 4814622 oppure scrivi a frammentidarteblog@gmail.it..

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