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Estetica e Filosofia

Olympe De Gouges e la nascita del femminismo

A dimostrazione di quanto una donna che pensa può essere pericolosa: la figura di Olympe De Gouges e il suo contributo alla storia del femminismo. Rivoluzionaria, femminista, pensatrice, drammaturga, abolizionista, riformatrice, non c’è definizione che basti a raccontare il contributo che una donna come Olympe ci ha lasciato. Un’eredità fondamentale non solo per la storia del femminismo, ma anche per i diritti civili,in particolare per i diritti delle donne.

Chi era Olympe De Gouges

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Aleksander Kucharski (attribuito a), Ritratto di Olympe de Gouges verso il 1788.

Olympe De Gouges è stata una drammaturga, rivoluzionaria, femminista e abolizionista francese, nata nella piccola cittadina di Montauban in Francia il 7 maggio 1748, con nome di Marie Gouze. Nasce come figlia illegittima di un marchese, condizione che giustificherà come vedremo a breve alcune sue prese di posizione sul riconoscimento dei figli illegittimi.

Ebbe la possibilità di studiare, per lo meno imparò a leggere e a scrivere, consapevole del fatto che fosse l’unico modo per diffondere le sue idee così innovative e rivoluzionarie sui diritti delle donne.

La Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina

Nel 1781 scrisse la Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina sulla base del testo della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e del cittadino del 1789, riportando alcune modifiche.

Olympe De Gouges si sofferma sulla condizione femminile dell’epoca, in particolare sulle battaglie per i diritti civili che hanno sempre escluso la donna e avvantaggiato l’uomo.

Denuncia il fatto che dal 1789 in poi la condizione femminile non era per nulla cambiata visto che le donne non avevano ancora ottenuto il diritto di voto e, soprattutto, non avevano alcun diritto civile. Si pensi al fatto che se volevano disporre del proprio patrimonio avevano bisogno di ottenere l’autorizzazione da un uomo, che sia stato il loro padre, marito o fratello; la loro dipendenza dall’autorità maschile era totale.

Con queste premesse, la sua denuncia si rivolge a quell’universalismo ipocrita, di facciata, conclamato nella Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, che già dal titolo stesso escludeva la donna.

Le sue parole di denuncia e provocazione sono uno dei migliori incipit della storia del femminismo.

“Uomo, sei capace d’esser giusto? E’ una donna che ti pone la domanda ; tu non la priverai almeno di questo diritto. Dimmi? Chi ti ha concesso la suprema autorità di opprimere il mio sesso? La tua forza? Il tuo ingegno? Osserva il creatore nella sua saggezza; scorri la natura in tutta la sua grandezza, di cui tu sembri volerti raffrontare, e dammi, se hai il coraggio, l’esempio di questo tirannico potere. Risali agli animali, consulta gli elementi, studia i vegetali, getta infine uno sguardo su tutte le modificazioni della materia organizzata; e rendi a te l’evidenza quando te ne offro i mezzi; cerca, indaga e distingui, se puoi, i sessi nell’amministrazione della natura. Dappertutto tu li troverai confusi, dappertutto essi cooperano in un insieme armonioso a questo capolavoro immortale. Solo l’uomo ha usato la propria eccezionalità per fabbricarsene una specie di principio universale. Bizzarro, cieco, gonfio di scienza e degenerato, in questo secolo illuminato e di sagacità , nell’ignoranza più stupida, vuole comandare da despota su un sesso che ha ricevuto tutte le facoltà intellettuali; pretende di godere della rivoluzione, e reclama i suoi diritti all’uguaglianza, per non dire niente di più.”

Olympe De Gouges “Dichiarazione dei diritti della Donna e della Cittadina

Scorrendo il contenuto della dichiarazione vediamo nel primo articolo della Dichiarazione affermare che “La Donna nasce libera ed è uguale all’uomo nei diritti. Le distinzioni sociali non possono essere fondate che sull’utilità comune”. La premessa non sembra lasciare dubbi sulle intenzioni della nostra giovane rivoluzionaria.

Il secondo articolo parla dei diritti naturali e imprescrittibili della donna, che nella famosa Dichiarazione del 1789 erano appannaggio esclusivo dell’uomo.

Invece ora, grazie alle parole di Olympe De Gouges , la donna possiede voce. Non solo voce, possiede ora il diritto alla “libertà, la proprietà, la sicurezza, e soprattutto la resistenza all’oppressone”. Si tratta di diritti inalienabili che l’essere umano possiede fin dalla nascita, a prescindere dal sesso.

Prosegue: “L’esercizio dei diritti naturali della donna (art. 4) non ha limiti se non la tirannia perpetua che l’uomo gli oppone”.

Successivamente riprendendo i concetti cardine della rivoluzione francese quale la legge come espressione di quella volontà generale che è data dal popolo. Questa volta non si tratta soltanto di cittadini ma anche di Cittadine, che parteciperanno alla vita pubblica della nazione. Una Nazione che ( riprendendo le parole della De Gouges) “non è altro che la riunione della Donna e dell’Uomo”.

Due diritti delle donne imprescindibili: il diritto civile e il riconoscimento dei figli naturali

Olympe De Gouges aveva constatato il fatto che alle donne veniva da sempre applicato il diritto penale in condizione di svantaggio. Allora, a questo punto, che la donna abbia anche il diritto di espressione e di pubblica opinione; diritti imprescindibili che la rendano piena cittadina. E a proposito di questo concetto la sua celeberrima frase:

“La donna ha il diritto di salire sul patibolo; deve avere egualmente quello di salire sulla tribuna.

Articolo 10 della Dichiarazione dei Diritti della Donna e della cittadina, Olympe De Gouges

Interviene poi in una questione ulteriore, che riguarda il riconoscimento dei figli illegittimi. Era pratica molto diffusa all’epoca avere figli nati fuori da un matrimonio, il cui mancato riconoscimento rivelava un’incongruenza sociale.

Si trattava spesso di figli di domestiche al servizio di padroni, donne appartenenti a classi meno agiate. Capitava spesso che la donna rimanesse incinta del padrone e che quest’ultimo, definito dalla De Gouges “ricco Epicureo senza figli”, si rifiutava di riconoscere.

Quando ci sarà una legge che autorizzerà la donna del povero a far adottare al ricco i suoi figli, i legami della società saranno rafforzati, e i costumi più moralizzati”

Olympe De Gouges, Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina

LA MORTE DI OLYMPE DE GOUGES E LA NASCITA DEL TERMINE FEMMINISMO

Olympe De Gouges verrà condannata a morte il 3 novembre 1793, ghigliottinata nell’attuale Place de la Concorde a Parigi.

All’indomani della sua condanna a morte, il procuratore generale della comune di Parigi Chaumette, affermò che ella era stata punita non tanto per il messaggio che intendeva lanciare ma perchè non si era comportata come una donna doveva comportarsi. Il messaggio completo fu questo:

Olympe De Gouges volle essere un uomo di Stato, sembra che la legge abbia punito questa cospiratrice per aver dimenticato le virtù che convengono al suo sesso.

P.-G. Chaumette

Ed è sempre Chaumette che, dando libero sfogo alla sua misoginia, definirà la De Gouges come “virago”, “femme-homme”. Era convinto che per essere rispettata una donna doveva rispettare per prima cosa se stessa, non assumendo comportamenti che non si addicevano ad una donna.

L’ACCUSA DI ISTERISMO RIVOLUZIONARIO E PARANOIA RIFORMATRICE

Fu il medico militare Alfred Guilloins nel suo studio “Consideration Generales sul la mentalitè del Femmes pendant la Revolution Française” che utilizzò per la prima volta il termine femminismo. Femminismo per indicare l’ermafroditismo di una donna che viene considerata un maschio mancato.

Quindi il termine femminismo sarà utilizzato per la prima volta nella storia con un’accezione negativa in ambito medico. Frutto della follia di donne isteriche le quali aspiravano a diventare uomini ma che sfortunatamente non ci riuscite, e pertanto sono soltanto degenerate.

Egli vedeva nelle rivoluzionarie delle squilibrate in preda ad “isterismo rivoluzionario”. Prima tra tutte la De Gouges, che aveva portato avanti idee demenziali, effetto “della confusione che regna in tutto ciò che la riguarda”.

Di cosa si tratta nello specifico? Lo riporto qui sotto:

Progetti di imposta nei quali defiscalizzava il popolo per aumentare il carico fiscale sui ricchi […] asili temporanei per gli operai disoccupati; creazione di un tribunale popolare e supremo in materia criminale […] case di carità particolari per il sollievo alle giovani donne oneste […]. Le sue idee sul femminismo sono ancora meno ragionevoli: ispirate da un’eccessiva bizzarria, servono da trait d’union fra ragione e follia.

Alfred Guilloins

Alle accuse di disturbi isterici e problemi mestruali e vaso-circolatori che ne inibivano la stabilità fisica e mentale, si aggiunge l’ossessione maniacale per l’igiene del corpo. Il suo caso sarà definito letteralmente “paranoia riformatrice”, ossia paranoia per le idee di riforma sociale e politica.

L’EREDITA’ DI OLYMPE DE GOUGES

L’eredità che ci ha lasciato la rivoluzionaria francese è stata immensa. I suoi testi e le sue idee furono ampiamente condivise e riprese da tutte le femministe successive, comprese le donne del Suffragismo.

Nel 1792 un’altra importante donna che segna la storia del femminismo mondiale, la grande filosofa inglese, Mary Wollstonecraft (madre della futura scrittrice Mary Shelley autrice di “Frankestein”) pubblicò ispirata dal lavoro della De Gouges, la sua celeberrima opera protofemminista “A Vindication of the Rights of Woman“. 

Ma l’eredità della De Gouges non finisce qui, sebbene poco conosciuta al pubblico, le sue idee rivoluzionarie come la sua vita lasciano un solco indelebile nell’animo di chi la incontra, di chi ha la possibilità di leggere e comprendere fino in fondo le sue parole.

E’ il motivo per cui abbiamo deciso di portare alla luce alcuni passaggi del suo pensiero politico, che crediamo vivamente possa fungere da ispirazione e da spunti futuri.

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