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Quando lʼarte femminista incontra lʼhaute couture parigina

Arte, moda, femminismo. Che cosa succede se questi tre elementi si fondono tra loro?
Per comprendere questo processo di contaminazione culturale proviamo a ripensare allʼalchimia che si è generata il primo marzo a Parigi, ai Giardini delle Tuileries, durante la sfilata A/W di Dior.

Arte, moda, femminismo.

Che cosa succede se questi tre elementi si fondono tra loro?

Per comprendere questo processo di contaminazione culturale proviamo a ripensare allʼalchimia che si è generata il primo marzo a Parigi, ai Giardini delle Tuileries, durante la sfilata A/W di Dior: è in questa occasione che lʼarte femminista di Mariella Bettineschi ha incontrato il genio di Maria Grazia Chiuri dando vita a una Nuova Era, uno scenario artistico rivoluzionario e inedito, frutto di una fitta rete di connessioni, maestrie e sapienze femminili.

In questi giorni ho avuto il privilegio di ascoltare la testimonianza di Bettineschi, artista visuale di fama internazionale la cui opera si contraddistingue per una fertile contaminazione di linguaggi capaci di narrare la femminilità in tutte le sue declinazioni. Vediamo che cosa ci racconta a riguardo.

Da dove nasce il suo interesse per lʼarte femminista? E che cosa significa essere una donna artista in un universo culturale di predominanza maschile?

Nasce semplicemente perché sono una donna, consapevole che millenni di patriarcato hanno condizionato gravemente le vite di tutte le donne. Essere un artista, oltre che una donna, ha reso tutto più difficile.

Nelle sue opere che fanno parte del ciclo L’era successiva le donne rappresentate (per lo più muse di artisti uomini) hanno uno sguardo raddoppiato: sembrano essersi liberate dallo sguardo maschile di chi le ha rappresentate per divenire finalmente soggetti autonomi, non più oggetti. Queste donne ci appaiono trasformate, prive di condizionamenti sociali (come il pensiero patriarcale) e pronte a osservare il mondo con i loro occhi. È così che nasce lʼidea di questo ciclo?

L’era successiva è un Work in progress, iniziato nel 2008 allʼinizio della crisi mondiale che ha coinvolto le economie di molti paesi e tuttora in corso, più che mai attuale, vista la pandemia che ci ha colpito e la guerra in Ucraina! Il ciclo L’era successiva comprende Nature e Biblioteche (i luoghi stessi dellʼabitare e della conoscenza) invase da presenze misteriose, vapori, gas, che cancellano il centro dellʼimmagine, lasciando solo slabbrati contorni. Lʼambiente, la cultura, ancora una volta sono a rischio. Confidando nelle donne e nella loro capacità di mettere al mondo il mondo e di proteggerlo, accosto alle Nature e alle Biblioteche, Ritratti femminili. Per il loro potere di penetrazione e per la loro assoluta bellezza e integrità, scelgo le grandi icone dell’Arte Europea. Scelto un Ritratto per la postura e la potenza dello sguardo, lo porto dal suo tempo alla contemporaneità isolandolo dal contesto originario, lo dipingo in bianco e nero, lo sollevo su una base bianca e con un gesto radicale, femminista, gli taglio gli occhi e li raddoppio. Questi occhi medusei sono inquietanti e morbosamente attraenti, come il rasoio di Un chien andalou di Luis Buñuel e Salvador Dalí. Lo spettatore, in un primo momento, è attratto dal loro essere icone dellʼarte rinascimentale, improbabili nel contesto espositivo contemporaneo. È sorpreso, ma appena è vicino allʼopera è ipnotizzato dalla presenza di quattro occhi che lo guardano. Sono occhi veri che lo guardano, lo interrogano, sono occhi di donne che, attraverso il mio intervento, da oggetto sono diventate soggetto. Ci dicono che lʼambiente, gli animali, le piante, i minerali, le donne e gli uomini sono tutti collegati in un equilibrio molto fragile. Comprendere e rispettare questo equilibrio significa entrare ne Lʼera successiva.

The scenography of the Dior Fall Winter 2022 (FW22) show designed by Bureau Betak in collaboration with Italian artist Marialla Bettineschi in the Les Tuileries in Paris, France - Photo ©Kristen Pelou

Maria Grazia Chiuri sta promuovendo un modo nuovo di concepire la moda: abiti e accessori si fanno portavoce di un messaggio collettivo, il femminismo. Basti pensare alla sua maglietta che recita “We should all be feminist”, il celebre motto di Chimamanda Ngozi Adichie. Nel fare questʼoperazione, la direttrice creativa della Maison Dior sta coinvolgendo artiste femministe, come lei: mi racconta in che modo avete concepito la meravigliosa sfilata della nuova collezione Dior A/W 2022?

Con Paola Ugolini, curatrice del progetto, insieme a Maria Grazia Chiuri, abbiamo concepito una grande Quadreria Militante: 210 grandi opere hanno fatto da cornice alla meravigliosa sfilata di “Abiti intelligenti” capaci di innovare la grande tradizione Dior, attraverso elementi altamente tecnologici. Per questa affinità al mio lavoro ha deciso di chiamare la Collezione Dior A/W 2022 The Next Era.

Sono fortemente convinta che azioni culturali di questo genere siano fondamentali per avviare un processo di trasformazione collettiva, per la creazione di un nuovo immaginario simbolico fatto di libertà e parità. Arte, moda, filosofia, letteratura, ma più in generale tutte le discipline umanistiche, hanno davvero lʼopportunità di cambiare lo sguardo viziato di cui è intrisa la nostra cultura. Ci sono altri progetti di cui vorrebbe parlarmi e che hanno questo intento?

Io, come molte artiste, portiamo avanti questi concetti. E non solo. E’ urgente uno studio approfondito della storia dell’arte femminile e della loro pratica. È necessario toglierle le Artiste dall’ombra. Le donne sono sempre esistite come creatrici. Vanno svelate le loro opere, i loro pensieri, le loro ricerche. Molte donne hanno combattuto, hanno fatto rivoluzioni, hanno costruito la propria identità femminile, hanno trovato linguaggi nuovi. Ora bisogna passare dalla RIVOLUZIONE all’EVOLUZIONE (soprattutto dell’uomo), è necessario un cambio culturale, prendere coscienza che per la prima volta nella storia dell’umanità le donne (certo non tutte purtroppo!) hanno gli strumenti intellettuali ed economici per essere padrone della propria vita. Negli ultimi anni però qualcosa è successo: il mercato si è accorto di noi, sta scoprendo quanto siamo brave e numerose, sparpagliate in tutti i tempi e in tutto il mondo, con culture e storie diverse, ma piene di energia e capacità di esserci con linguaggi nuovi, nostri. E questa è la grande novità: l’arte delle donne riempirà la Terra!

Intervista di Stefania Santoni

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