Biografia dell’artista Eros Guglielmo
Eros Guglielmo nasce a Milano il 7 giugno 1962, compie i propri studi nella città natale, al liceo artistico è allievo del grande Maestro Giansisto Gasparini e all’accademia di Brera di Giovanni Repossi.
Il suo viaggio nel campo pittorico inizia nella Milano dei primi anni ottanta, dove il fervore per i giovani artisti gli consente di distinguersi
in diversi concorsi di pittura, e di esporre i propri lavori in svariate gallerie, riscuotendo interesse e curiosità da parte della critica per la sua forte carica emotiva fatta di una figurazione ricca di espressività e tecnica.
Il suo punto di riferimento per molti anni fu il Realismo esistenziale, corrente Milanese degli anni 50/60, che gli fu maestra proprio con uno dei fondatori del movimento, Giansisto Gasparini, grande artista e maestro di vita per il giovane artista, e la nuova figurazione che in quegli anni completò la sua formazione.
Molte le committenze pubbliche e private, nel restauro e nella decorazione, affrescando chiese e noti palazzi Milanesi. Negli anni novanta ricopre ruoli importanti nella riqualificazione della città Meneghina,
donando il proprio contributo come esperto nell’uso dei materiali decorativi.
L’arte di Eros Gugliemo
Le opere di Eros Guglielmo sono realizzate con pennellate rapide e decise, vibranti di luce, esse catturano lo spettatore immergendolo in una dimensione di pregnante luminosità. Da ogni sua opera, scaturisce la profonda necessità di raccontare emozioni, attraverso un viaggio, sulla direzione orchestrale. Quest’ultima con i suoi direttori d’ orchestra, esprime l introspezione dell’ individuo,
fatto di mimiche e gestualità, che volgono al racconto di vita emozionale dell’ io.
Le pennellate sugli sfondi di ogni opera,
rappresentano le note della sinfonia, che a loro volta, identificano il linguaggio dell’essere, in ogni sua forma. Le opere desiderano raccontare allo spettatore, il fattore emozionale che vorremo trasmettere, ma che non sempre riesce ad arrivare.
Connessione al concetto di permanenza impermanenza esistono nell’essere fondamentalmente dei veicoli. L’artista ne è
quasi responsabile. Colui che permetterebbe il transito dal ponte dell’individuo, al concetto della lettura di ogni forma espressiva. È il
preludio, per il quale i miei direttori d’ orchestra scandiscono il concetto di permanenza, attraverso il gesto e le melodie. Diventano fautori accompagnati dalle amiche note nell’aria, espresse e consegnate con pennellate di colore diverse nei campi, dall’impermanenza infinita.
Lo spazio permetto ciò, dando alle note, ai suoni, alla melodia stessa, l’ opportunità di volteggiare in modo infinito. La direzione orchestrale, attraverso l’emblematica gestualità, ricca di espressività mimica ed emozionale, rafforza il concetto di permanenza diretta allo spettatore. L’individuo assorto dall’andamento sinfonico e la capacità espressiva del direttore d’orchestra, rimane pervaso da entrambe le emozioni, un tourbillon di permanenza impermanente.
Opere d’arte in esposizione














Devi effettuare l'accesso per postare un commento.